Buongiorno a tutti, questo intervento e' dedicato alle gentilissime persone che, visitando il mio spaces, hanno ritenuto di volermi assegnare dei riconoscimenti per i contenuti.Un grandissimo grazie di cuore a tutti voi.Marcello.(se vuoi visualizzare i siti delle persone che mi hanno premiato clicca sui loro nomi)
da Alessandra, una persona da sempre e per sempre speciale, questo splendido Oscar...grazie Ale, un abbraccio grande.
da Eleonor, la mia giovanissima e dolce amica che nei momenti di dolore riesce sempre e comunque a trovare il tempo per tutto e tutti.Grazie...
da Veronika, perche' l' entusiasmo d una persona sia sempre contagioso come lo e' il tuo...grazie mille.
AMREF dagli anni 70 è impegnata nel miglioramento delle condizioni igieniche-sanitarie nelle scuole del Kenya (Coastal, Makueni e Kitui). La carenza di strutture igienico-sanitarie incide fortemente sulla frequenza degli alunni a causa delle frequenti malattie che colpiscono la popolazione scolastica. Questo fenomeno incide molto negativamente sull’apprendimento rallentando e peggiorando il rendimento scolastico. La scuola inoltre esercita un ruolo fondamentale anche nella promozione e nel miglioramento della salute: basti pensare che oltre il 70% delle malattie che colpiscono i bambini africani sono malattie facilmente prevenibili. Ma non si può insegnare il valore dell’igiene se nella scuola i bambini non hanno accesso a servizi igienici!
AMREF, per il 2008, oltre alla costruzione di aule e cisterne per l’acqua potabile, si è posta l’ambizioso obiettivo di realizzare 288 latrine pulite e sicure in circa 50 scuole del Kenya.
Inoltre AMREF si è prefissata l’obiettivo di aumentare le competenze degli insegnanti, contribuendo al rafforzamento del ruolo educativo, coinvolgendo attivamente il personale scolastico e gli alunni per portare avanti le proprie campagne. Per questa ragione AMREF promuoverà iniziative sul tema igiene e sanità all’interno delle scuole stesse. Ogni singola iniziativa verrà inserita all’interno di un più ampio Progetto Igienico.
L’importo necessario per sostenere il Progetto Igienico Sanitario è di 1000 euro. Il finanziamento del progetto comprende: la costruzione di una latrina doppia (una maschile e una femminile) e i corsi di formazione igienico-sanitaria per il personale docente.
Il gruppo di volontari AMREF di Milano ha deciso di aiutare con questa raccolta fondi la scuola primaria di Gahaleni per far accedere ai servizi igienici gli 826 alunni di questa struttura perchè:
SERVIZI IGIENICI = SALUTE = ISTRUZIONE = PROGRESSO = SVILUPPO
Crediamo che non siano necessarie altre parole per descrivere questa raccolta fondi…perché tutti noi possiamo immaginare quanto possa essere difficile una vita senza servizi igienici!!!
Totale da raggiungere: 1,000.00 euro Siamo arrivati a: 135.00 euro
GRAZIE PER IL SOSTEGNO CHE MI DATE E PER LE BELLISSIME PAROLE CHE SCRIVETE IN QUESTO BLOG, NON E' SEMPRE FACILE STAR DIETRO A TUTTO, IN PARTICOLAR MODO IN PERIODI COME QUESTO, MA VOI MI DATE DAVVERO TANTA ENERGIA!!!GRAZIE.CON LA MAGGIOR PARTE, TRA NOI NON CI CONOSCIAMO MA UNA MIA PREGHIERA LA DEDICO A TUTTI VOI CON TANTISSIMO AFFETTO.GRAZIE DOLCISSIMA ALE,DON DINO,ELEONOR,LORY,LA MIA TENERISSIMA PICCOLA AMICA ELISA DI SOLI 12 ANNI (!!!),VERONICA,ISABELLE, I GRANDIOSI RAGAZZI DELL' ISOLA TUTTI,LAURA,NICOLE,MICHELANGELO,MARY,SEBINELLA-SONIETTA,GIUSY CUCCIOLALEONE, IVANA-ALESSANDRA,CHIARA, VERONIKA, ROSA E NIKITA, ED A TUTTI GLI ALTRI CHE NON STO MENZIONANDO(SCUSATEMI)...GRAZIE DI CUORE.MARCELLO.
Aiuto! Nel panorama tragico della situazione attuale in Italia c'è anche questo: la prospettiva di rimanere senza lsIAO (Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente).Vi inoltro l'appello a firmare una petizione contro tale provvedimento (e vi esorto caldamente a farlo).Firmate la lettera a Napolitano grazie!!
si è da poco concluso a Roma il vertice FAO che ha avuto la crisi alimentare mondiale come “portata principale del ricco menu”. Lo staff e gli attivisti di ActionAid hanno organizzato un'azione dimostrativa al Circo Massimo in cui hanno srotolato uno striscione di 200 metri che chiedeva uno “stop al business della fame!” Intanto fervono i preparativi per l'Italia Wave Love Festival che si svolgerà dal 16 al 19 luglio a Livorno. ActionAid anche quest'anno sarà partner della manifestazione per chiedere a tutti i giovani e appassionati di musica di sostenere la campagna HungerFREE. Vuoi essere anche tu dei nostri? Visita il sitowww.hungerfree.it
Dal 18 al 24 maggio si è svolta la terza edizione della Global AIDS Week of Action, la settimana di mobilitazione globale che ha visto attivisti del Nord e del Sud del mondo chiedere ai propri governi il rispetto degli impegni presi in tema di lotta all’HIV e AIDS. Dai un’occhiata agli eventi della settimana, visita i siti: www.nopovertynoaids.it www.globalaidsweek.org
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Inserite i vostri annunci ed eventuali foto nei commenti; a titolo puramente gratuito li inseriro' in questa pagina di blog.Per rispetto delle leggi in merito, ci tengo a precisare che faccio questa cosa solo per aumentare le visite ed eventuali donazioni attraverso i click agli sponsor, quindi senza nessuno scopo lucrativo.Grazie.Marcello
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1/7 persone di fiducia che abbiano bisogno di una 'buona compagnia'.Ho in totale 37 cuccioli, mi serve davvero una mano. se interessati contattate Silvia cell. 339-5795890 per le foto clicca qui
23/6 Yamaha T-max del 2005 colore nero con 33000km sempre in box gommata nuova appena fatta tutta la manutenzione a 5000 euro. Zona Mecenate(MI). Claudio 3383514929
Vado punto e a capo così Spegnerò le luci e da qui Sparirai Pochi attimi Oltre questa nebbia Oltre il temporale C’è una notte lunga e limpida, Finirà Ma è la tenerezza Che ci fa paura Sei nell’anima E lì ti lascio per sempre Sospeso Immobile Fermo immagine Un segno che non passa mai Vado punto e a capo vedrai Quel che resta indietro Non è tutto falso e inutile Capirai Lascio andare i giorni Tra certezze e sbagli E’ una strada stretta stretta Fino a te Quanta tenerezza Non fa più paura Sei nell’anima E lì ti lascio per sempre Sei in ogni parte di me Ti sento scendere Fra respiro e battito Sei nell’anima Sei nell’anima In questo spazio indifeso Inizia Tutto con te Non ci serve un perchè Siamo carne e fiato Goccia a goccia, fianco a fianco
ACTIONAID CON AGIRE L’Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze (AGIRE) raggruppa alcune tra le più importanti ed autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia (ActionAid, Amref, Save the Children, Terre des Hommes, Vis, WWF). Insieme hanno scelto di unire le forze per intervenire in modo tempestivo, efficace e trasparente sulle grandi emergenze umanitarie. Allo scoppio di un’emergenza, AGIRE lancia un appello a nome delle organizzazioni aderenti. Cittadini, organizzazioni della società civile, media, enti locali e imprese hanno così l’opportunità di mobilitarsi in aiuto delle popolazioni colpite dalle emergenze. Operando sul modello di analoghi "comitati emergenze" presenti in altri paesi europei, AGIRE assicura così una risposta rapida e di qualità.
PER DONAZIONI
- bonifico postale intestato ad "Agire. Agenzia Italiana Risposta Emergenze" c/o ActionAid Via Tevere 20 00198 Roma, causale "Emergenza Myanmar-Birmania", c/c n. 85593614, IBAN : IT-79-U07601-03200-85593614 - tramite bonifico bancario intestato ad Agire", Causale : "Emergenza Myanmar-Birmania", Codice Iban IT 20 C 02008 01768 000041106582. - tramite carta di credito attraverso il sito www.agire.it
Da:Amnesty Marisela Ortiz Rivera, María Luisa García Andrade, Norma Andrade e altre attiviste per i diritti umani dell'associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa (Nostre figlie di ritorno a casa), un'associazione che si batte per ottenere giustizia per le donne rapite e uccise a Ciudad Juárez, nello Stato messicano di Chihuahua, hanno ricevuto pesanti minacce a causa del loro sostegno al film "Bordertown", liberamente ispirato ai casi di femminicidio che, da anni, hanno luogo nella città.
Il 25 maggio diverse attiviste di Nuestras Hijas de Regreso a Casa hanno ricevuto un messaggio di posta elettronica in cui venivano accusate di trarre profitto dal film e venivano fatte oggetto di brutali minacce, insieme alle loro figlie. L'organizzazione ha infatti appoggiato l'uscita del film del regista Gregory Nava, considerandolo un mezzo utile per diffondere la conoscenza del tragico problema del femminicidio in Messico.
Il 16 maggio, alcuni giorni prima dell'uscita del film a Ciudad Juarez, attiviste e attivisti di Nuestras Hijas de Regreso a Casa avevano ricevuto sms anonimi che intimavano loro di non sostenere il film. L'organizzazione veniva inoltre accusata di trarre benefici economici dalla situazione e minacciata di indagini e arresti.
Dal 1993 oltre 430 donne e bambine sono state assassinate a Ciudad Juárez e nella città di Chihuahua. In circa un terzo dei casi la vittima aveva subito violenza sessuale.
Nel 2003, Amnesty International ha pubblicato il rapporto Messico: Morti intollerabili (AMR 41/026/2003: http://www.amnesty.org/es/library/info/AMR41/026/2003), in cui denunciava la violenza contro le donne e la sistematica mancanza di misure, da parte delle autorità, per prevenire e punire in modo effettivo questi crimini. Da allora, il governo dello Stato di Chihuahua ha adottato provvedimenti per migliorare le indagini, ma molti dei responsabili dei crimini non sono stati ancora processati. Non si ha ancora notizia di circa 30 donne, probabilmente vittime di sequestro. Da gennaio 2008, almeno 17 donne sarebbero già state assassinate.
In questi anni, le attiviste e gli attivisti delle organizzazioni non governative locali, tra cui Nuestras Hijas de Regreso a Casa, sono in prima linea nella campagna per la verità e la giustizia e hanno presentato numerose denunce alla Commissione interamericana dei diritti umani. Sono stati spesso accusati di trarre profitto dai casi e di danneggiare l'immagine di Ciudad Juárez; per questo, continuano a subire minacce ed aggressioni.
Amnesty International chiede alle autorità messicane di garantire la sicurezza dei difensori dei diritti umani e di intraprendere indagini sulle minacce da loro subite, affinché i responsabili siano assicurati alla giustizia.
Centinaia di persone, forse addirittura un migliaio, sarebbero state arrestate dal governo cinese e sarebbero detenute in luoghi sconosciuti dopo gli scontri nella regione del Tibet dello scorso marzo. La denuncia arriva da Amnesty Internacional, in un rapporto diffuso la scorsa notte. La Ong denuncia il blocco delle informazioni su ciò che avviene nella regione, e le torture inflitte ai detenuti. Secondo le informazioni ufficiali diffuse dal governo, le persone arrestate sono state 1.393, mentre quelle che si sono consegnate spontaneamente sono 2.566. Di queste, solo 400 sono state acusate formalmente, anche se non sono stati resi noti i reati di cui sarebbero colpevoli. Tra le accuse portate da Amnesty nei confronti del governo, c'è anche l'intimidazione agli avvocati isposti ad assumere la difesa dei detenuti. Per Amnesty sia le torture sia le intimidazioni violano gli articoli della Costituzione della Repubbblica popolare cinese.
Amnesty International ha sollecitato oggi il governo cinese a fornire informazioni su oltre un migliaio di manifestanti tibetani arrestati nel corso delle proteste di marzo e a consentire libero accesso in Tibet agli osservatori indipendenti.In un aggiornamento sulla situazione dei diritti umani nella regione, intitolato "Tibet: ingresso vietato", Amnesty International ha messo in rilievo la perdurante repressione delle proteste, la censura e la condizione dei detenuti, che in diversi casi hanno denunciato di essere stati picchiati, alimentati in modo insufficiente e privati di cure mediche adeguate."Le informazioni che arrivano dal Tibet sono davvero scarse, ma sulla base di quelle che abbiamo riscontrato possiamo affermare che siamo di fronte a un quadro agghiacciante di detenzioni arbitrarie e di abusi nei confronti dei prigionieri" - ha dichiarato Sam Zarifi, direttore del programma Asia-Pacifico di Amnesty International. "L'imminente ingresso della torcia olimpica nelle aree tibetane dovrebbe consentire di fare luce su questa situazione".Le fonti ufficiali cinesi hanno fornito informazioni solo su una piccola parte delle persone arrestate e condannate al termine di processi di dubbia regolarità. Ai giornalisti stranieri è ancora vietato l'ingresso nella regione. Secondo le notizie filtrate attraverso amici e parenti dei detenuti, la polizia e le forze di sicurezza hanno effettuato centinaia di irruzioni in monasteri, conventi e abitazioni private, confiscando telefoni cellulari, computer e altri apparecchi per impedire a migliaia di persone di comunicare col mondo esterno. Chi prova comunque a informare la stampa estera o le organizzazioni per i diritti umani rischia l'arresto e il carcere."La chiusura totale del Tibet fa sì che le violazioni dei diritti umani, come gli arresti arbitrari e i maltrattamenti, proseguano in silenzio e nella completa impunità" - ha proseguito Zarifi. "Per il solo fatto di aver espresso in modo pacifico le proprie opinioni, centinaia di persone languono in carcere in condizioni drammatiche; le loro famiglie non sanno neanche in quale prigione si trovino. Il passaggio della torcia olimpica dovrebbe consentire ai giornalisti di farsi un'idea della situazione in Tibet e stimolarli a chiedere che i Giochi olimpici siano 'liberi e aperti', come promesso dal Piano d'azione per le Olimpiadi di Pechino". L'ondata di arresti non ha colpito solo monaci, monache e persone che avevano direttamente preso parte alle proteste, ma ha raggiunto anche artisti impegnati nella conservazione della cultura tibetana. Secondo quanto appreso da Amnesty International, Jamyang Kyi, una nota cantante e presentatrice televisiva, è stata arrestata il 1° aprile nella redazione dell'emittente televisiva Qinghai e tenuta in isolamento per almeno un mese per poi essere posta agli arresti domiciliari solo dopo aver pagato una multa elevata.Ulteriori informazioni Le proteste, iniziate il 10 marzo, hanno assunto anche carattere violento, prendendo di mira cittadini cinesi di etnia Han e i loro esercizi commerciali. Dal 14 marzo, dopo l'esortazione del Dalai Lama a evitare la violenza, le manifestazioni, spesso guidate dai monaci e dalle monache, sono state per lo più pacifiche. La torcia olimpica sta attraversando la Cina, sotto rigide misure di sicurezza e coi giornalisti sottoposti a pesanti controlli in zone come la regione autonoma uigura del Xinjiang. A seguito delle ultime variazioni di programma, il passaggio della torcia in Tibet è previsto per sabato 21 giugno.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 19 giugno 2008
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa Tel. - cell. , e-mail: press@amnesty.it
I ragazzi della Compaga Teatrale della struttura per disabili "Agàpe" di San Donato e' lieta di presentarvi:
TUTTI PAZZI PER CYRANO
Regia di Roberta Pasciolla e Manuel Antonini
Domenica 22 Giugno 2008 alle ore 17 presso il "Salone Teatro" della Parrocchia San Donato V.e M. entrata da Piazza della Pieve, San Donato Milanese. INGRESSO AD OFFERTA LIBERA. ALLE ORE 19 APERITIVO CON BUFFET DOLCE E SALATO (il contributo sarà devoluto alla comunità Agàpe). Con la partecipazione di RISORSA PIU' Cooperativa Sociale a r.l. Onlus Ente Gestore C.A.H. Agàpe e Le Api Gitane.
NON MANCATE!!! (per indicazioni stradali clicca qui)
Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto. Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte. Scopri una sorgente, fa bagnare chi vive nel fango. Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto. Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare. Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla. Prendi la speranza, e vivi nella sua luce. Prendi la bontà, e donala a chi non sa donare. Scopri l’amore, e fallo conoscere al mondo.
Mi manchi quando solo torno a casa nella notte silenziosa e non so tu dove sei ma mi manchi quando entro in quel letto che fu nostro tempo fa' dove ci assopivamo assieme abbracciati nel calore di un amore senza eta' capisco che tu mi manchi quando passo da quel ponte dove c' era il baretto con le brioches appena fatte ed il cappuccino caldo... Mi manca il tuo respiro dolce, caldo che s' involava nella stanza addormentata attorno a noi, mi manchi gia' al primo mattimo anche quando ti giravi per non darmi quel buongiorno che sapevi io tanto amavo... Mi manca il sogno di noi due infranto da tutti i tuoi no di quando pur restando insieme combattevi per il tu e non lottavi anche per me quando per sentirti viva dal tuo male inesistente navigavi in lande oscure inventando mille vite dove in nessuna c'era un noi rinvangando il tuo passato non gioendo al nostro poi nascondevi i tuoi segreti anche se poi io ho sempre visto e soffrivo nel silenzio di quel buco che lasciavi che seppur con te accanto mi faceva sentir solo. Anche l' oggi e' così dentro il cuore, tra la vita tu mi osservi, piangi e urli ma resti li solo a guardare rimediando come puoi al tuo male, non al mio e mentre tento disperato di raggiugere il domani scrivo e vedo non rispondi blocchi anche il mio contatto? Sempre segreti tra di noi mentre osservo dentro me lentamente sta spirando il mio sogno ed io con lui aspetto ancora quel miracolo dell' amore che hai promesso che ora guardi affondare ora immerso nel dolore mentre resti li bloccata e scrivi triste tu mi manchi sussurrando la tua pena ad un mondo di paure...
E nell'aria ancora il tuo profumo dolce, caldo, morbido come questa sera mentre tu... mentre tu, non ci sei piu' e questa sera nel letto mettero' qualche coperta in piu' perche' seno' seno' avro' freddo senz'averti sempre senz'averti sempre addosso... e sara' triste lo so' ma la tristezza pero' si puo' racchiudere dentro una canzone.. che cantero'... e ogni volta che avro' voglia di parlarti, di tenerti di toccarti, di sentirti ancora mia. e' stato splendido.. amarti e senz'averti sempre addosso... dentro una canzone.. e quando un giorno t'incontrero' magari per la strada magari proprio sotto casa tua e... ma guarda il caso pero' guarda il destino splendido e crudele crudele e splendido E intanto i giorni passano ed i ricordi sbiadiscono e le abitudini cambiano... eh... eh... eh... e' stato splendido..
Sono circa 218 milioni i minori-lavoratori tra i 5 e i 17 anni e di questi 165 milioni sono bambini e ragazzi tra i 5 e 14 anni: 74 milioni sono coinvolti in attività pericolose e nocive alla loro salute, 5,7 milioni vengono costretti a lavorare per estinguere un debito; 1,8 milioni sono sfruttati in forme di prostituzione e pornografia; 1,2 milioni sono vittime del traffico di minori e 250mila, di cui il 40% bambine, sono impiegati come bambini-soldato. Sono i dati che emergono dai rapporti che l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), l'Unicef e ong come Save the Children presentano oggi in occasione della 'Giornata internazionale contro il lavoro minorile'.
Il Rapporto 2008 dell'Ilo sul lavoro minorile documenta che nel 2004 un minore su sette è coinvolto in qualche forma di sfruttamento lavorativo. Con oltre 122 milioni, l’Asia e la zona del Pacifico rappresentano la regione con il più alto numero di minori lavoratori, mentre l'Africa sub-sahariana con il 26% (circa 50 milioni) di minori lavoratori sul totale dei ragazzi è invece la regione dove il fenomeno ha più alta incidenza. America Latina e i Caraibi spiccano positivamente per la rapida riduzione del lavoro minorile: il numero dei minori lavoratori nella regione è sceso di due terzi tra il 2000 e il 2004, con appena il 5% (5,7 milioni) di minori di età compresa tra i 5 e i 14 anni ancora coinvolti nel lavoro minorile.
Grazie ad "una vera a propria mobilitazione politica di lavoratori, imprenditori e governi, organizzazioni non governative e del pubblico in generale" il numero di minori lavoratori tra il 2000 e il 2004 è sceso dell'11% e la diminuzione più importante (il 26%) si è avuta proprio nei lavori pericolosi - riporta l'Ilo. La piaga dello sfruttamento del lavoro minorile non riguarda però solo i 'Paesi poveri': nei paesi industrializzativi sono costretti al lavoro circa 2.5 milioni di minori al di sotto dei 15 anni. Il settore agricolo è quello in cui la stragrande maggioranza (7 su 10) dei minori lavoratori è impiegata mentre il 22% dei bambini è impiegato nei servizi e il 9% nell'industria, nelle miniere e nell'edilizia.
Ma, avverte il Direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia, nel suo messaggio per la giornata (in .pdf) "la crisi alimentare globale minaccia di generare ulteriori pressioni sulle famiglie povere e potrebbe portare un numero crescente di ragazzi ad abbandonare la scuola per cercare lavoro". Il problema è stato spiegato ieri nel corso di un incontro con la stampa dall'esperto dell'Ilo, Furio Camillo Rosati. "L'impennata dei prezzi costituisce uno choc per le famiglie più povere che, per colmare il gap di reddito potrebbero essere costrette a ricorrere al lavoro minorile" - ha detto Rosati. "In molti paesi, infatti - ha precisato - i bambini sono usati come assicurazione. Nel breve periodo c'è quindi il problema di tutelare le famiglie più deboli dall'impatto di questo choc improvviso".
La giornata di quest'anno è dedicata specificatamente al tema " Educazione, la risposta giusta al lavoro minorile". Solo attraverso la diffusione del diritto all'educazione, secondo l’Ilo è possibile rompere il circolo vizioso tra lavoro minorile e povertà, che costringe milioni di minorenni ad abbandonare le scuole per andare a lavorare. "La nostra sfida – afferma Somavia nel suo messaggio – è dare speranza ai minori lavoratori di tutto il pianeta, trasformando in realtà i loro diritti e garantendo un'istruzione e una formazione di qualità, che li può portare verso un futuro di lavoro dignitoso".
Proprio sul tema dell'istruzione come strumento per combattere il lavoro minorile si concentra il messaggio dell'Unicef. "La grande maggioranza dei ragazzi costretti al lavoto ha poche o nessuna speranza di accedere a quell'istruzione che contribuirebbe a rompere il ciclo di povertà e analfabetismo che ne mina il futuro" - afferma l'organizzazione. Grazie all'impegno di numerose realtà il numero dei bambini senza accesso a scuola è sceso da 115 milioni nel 2002 a 93 milioni nel 2005-2006. Ma "con più di 150 milioni di bambini che continuano a lavorare invece che studiare, governi e comunità internazionale potrebbero fare molto di più per riportarli a scuola" - avverte l'Unicef. L'organizzazione perciò chiede ai governi di garantire l'istruzione gratuita universale almeno fino all'età minima per lavorare. Li invita a predisporre programmi scolastici flessibili e adeguatamente finanziati per i bambini lavoratori o emarginati, in modo che possano studiare anche se lavorano e, infine, a fornire un'istruzione di qualità a misura di bambino e una formazione tecnica adeguata attraverso la preparazione degli insegnanti.
"E’ assolutamente necessario rendere i sistemi scolastici flessibili, accessibili e gratuiti. In questo modo molti ragazzi saranno messi nelle condizioni di frequentare la scuola e, grazie all’istruzione, di costruirsi una prospettiva di vita diversa e migliore" - sottolinea Save the Children. Oggi, invece, "per milioni di minori il lavoro può trasformarsi in una forma vera e propria di schiavitù" - afferma Fosca Nomis di Save the Children Italia. "Bambini trattati come oggetti, venduti dai loro proprietari e costretti a vivere in condizioni terribili. A tutela di questi bambini, è necessario prima di tutto perseguire coloro che li sfruttano. Quindi promuovere e prevedere programmi di protezione, recupero e riabilitazione che diano aiuto e supporto ai minori che sono sfruttati e ridotti in schiavitù. Ma è altrettanto necessario - conclude Fosca Nomis - implementare gli standard internazionali sulle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile. L’Italia, in particolare, deve adottare un piano d’azione per monitorare e combattere il fenomeno, secondo quanto previsto dalla Convenzione Ilo 182 contro le peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile". [GB]
11.06.2008 Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa militare pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la della Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, l'Italia mantiene il settimo posto e con vendite di armamenti per quasi 9 miliardi di dollari nel 2006 Finmeccanica si conferma una delle dieci principali aziende mondiali di armi scavalcando per profitti nel settore militare (1,3 miliardi di dollari) la stessa BAE Systems. Un commercio favorito dal fatto che l’azienda italiana riceve commesse, come quella recente dal Pakistan per oltre 470 milioni di euro, grazie alla sostegno del Governo italiano che ne è il principale azionista.
E’ cresciuta in un anno del 6% e nel 2007 la spesa militare mondiale sfiora i 1400 miliardi di dollari in valori correnti – pari a 1214 miliardi in valori costanti – raggiungendo così la nuova cifra record dagli anni della ‘Guerra Fredda’. Unimondo analizza in anteprima in Italia i dati del Sipri Yearbook 2008, il rapporto annuale dell’autorevole Istituto di ricerca della pace di Stoccolma che segnala come la spesa militare è aumentata negli ultimi dieci anni del 45% e corrisponde oggi al 2,5% del prodotto interno lordo mondiale registrando un incremento da 184 a 202 dollari di spesa per ogni abitante del pianeta. Un incremento definito "eccessivo e osceno" da Jayantha Dhanapala, membro del Sipri ed ex Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per il disarmo.
Poco meno della metà, il 45% per l’esattezza, della spesa militare mondiale è ricoperta dagli Stati Uniti a seguito non solo delle operazioni militari in Afghanistan e Iraq ma dell’incremento di base del budget militare che in valori correnti supera i 578 miliardi di dollari – mentre in valori costanti del 2005 ha raggiunto i 547 miliardi di dollari (erano 539 nel 2006) – e si presenta come “la maggior spesa militare di Washington dai tempi della II Guerra Mondiale” – riporta il Sipri. Al seguito, come ormai da diversi anni, Gran Bretagna (59,7 miliardi di dollari in valori costanti), ma nel 2007 con 58,3 miliardi di dollari – una cifra che, avverte il Sipri, potrebbe essere sottostimata – la Cina supera la Francia (53,6 miliardi), mentre Giappone (43,6 miliardi), Germania (36,9 miliardi) e Russia (35,4 miliardi, ma la cifra potrebbe essere sottostimata) mantengono le rispettive posizioni.
L’Italia mantiene ottavo posto per spesa militare a livello mondiale: con 33,1 miliardi di dollari in valori costanti (erano 29,9 miliardi nel 2006) nel 2007 l’Italia sembrerebbe scavalcata nella graduatoria dall’Arabia Saudita (33,8 miliardi) ma il Sipri avverte che il dato che concerne Riyad "comprende le spese per l’ordine pubblico e la sicurezza e potrebbe essere sovrastimato". Una cifra che comunque non sorprende visto che le recenti leggi finanziarie hanno incrementato il budget militare italiano di oltre il 20% in due anni. Anche la spesa militare pro-capite dell’Italia si mantiene al settimo posto nel mondo, ma nel 2007 sale a 568 dollari (era di 514 dollari del 2006) e, per il quarto anno consecutivo, supera di gran lunga quella della Germania (447 dollari pro-capite nel 2007). Una conferma che la spesa militare complessiva italiana da vari anni si attesa – come riportano gli stessi dati del Sipri e della Nato – attorno all’1,8-1,9% del Prodotto interno lordo.
In generale, in dieci anni le spese militari in America del Nord sono cresciute del 65%, quelle del Medio Oriente del 62%, quelle dell’Asia del Sud del 57%, mentre quelle dell’Africa e dell’Asia dell’est del 51%. E, sempre nel periodo compreso tra il 1998 e il 2007, l'Europa dell'Est ha registrato il più forte rialzo per queste spese, praticamente raddoppiate (+162%). E' ugualmente in questa regione che le spese sono aumentate di più l'anno scorso (+15%), mentre l’Europa Occidentale e l’America centrale sono le due regioni dove le spese militari sono cresciute meno, rispettivamente del 6 e del 14%.
Come conseguenza, le vendite di armi delle cento principali mondiali aziende produttrici di armi (escluse quelle cinesi) sono aumentate del 9% nel 2006 rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 1.315 miliardi di dollari. Le società statunitensi e dell’Europa Occidentale hanno largamente dominato il mercato realizzando a loro sole il 92% delle vendite di armamenti nel 2006.
La principale azienda mondiale produttrice di armamenti rimane anche nel 2006 la statunitense Boeing con vendite di armi per oltre 30,7 di dollari (erano 28 miliardi nel 2005), ma vede i propri profitti nel settore militare (2,2 miliardi) scavalcati dalla concorrente americana Lockheed Martin che registra 28,1 miliardi di dollari di vendite e profitti per oltre 2,5 miliardi. E la britannica BAE Systems con oltre 24 miliardi di dollari di consegne militari si attesa al terzo posto nel 2006 superando le americane Northrop Grumman (23,7 miliardi), la Raytheon (19,5 miliardi) e la General Dynamics (18,8 miliardi). Le 41 principali ditte statunitensi ricoprono il 63% di tutte le vendite di armamenti nel mondo che nel 2006 sono cresciute del 5% superando i 315 miliardi di dollari, mentre 32 ditte europee hanno mantenuto il 29% dello share mondiale, otto ditte russe il 2% e il rimanente 6% rimane suddiviso tra aziende giapponesi, israeliane e indiane.
Nella graduatoria delle dieci principali ditte mondiali produttrici sistemi militari un posto di rilievo è ricoperto dalla principale azienda italiana Finmeccanica che, pur scendendo al nono posto per fatturato militare – superata dalla EADS (12,6 miliardi) e dalla statunitense L3 Communications (9,9 miliardi) – con quasi 9 miliardi di dollari (8,99 miliardi) di vendite e soprattutto con quasi 1,3 miliardi di dollari di profitti nel 2006 supera di gran lunga la stessa BAE Systems (meno di 1,2 miliardi di profitti) e si piazza al quinto posto nel mondo e al primo in Europa per profitti legati a commesse nel settore militare. L'azienda italiana mantiene queste posizioni grazie alle commesse, al limite dei vincoli della legge 185/90 come la recente autorizzazione al Pakistan per missili di contraerea del valore di oltre 470 milioni di euro, del Governo italiano che attraverso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ne è il principale azionista.
Per quanto riguarda il commercio internazionale di armamenti convenzionali che si attesta sui 24,2 miliardi di dollari e, nonostante per la prima volta dal 2002 registri nel 2007 un decremento dell’8% – dovuto soprattutto al diminuire delle commesse militari da parte di Cina (-62%) e Emirati Arabi Uniti (50%) –, “si mantiene il trend di crescita nel lungo-periodo” – riporta il Sipri.
Una nostra analisi sul Arms Trasfer Database del SIPRI* mostra che sono i paesi dell'Unione europea i principali esportatori di armi per un valore – tra trasferimenti interni tra i vari membri dell'Ue e esportazioni extra-Ue – che si mantiene nel 2007 sulla cifra di 10,3 miliardi di dollari ricoprendo nell'insieme il 41,9% di tutti i trasferimenti internazionali. <